• 10 curiosità sugli spaghetti svelati in numeri

    La pasta più famosa e amata come non l’avete mai conosciuta…grazie ai numeri! Ecco alcune curiosità sugli spaghetti con cui potrete stupire i vostri interlocutori.

    3,246  milioni di tonnellate di spaghetti prodotti ogni anno dall’Italia, che è di gran lunga al primo posto nella classifica mondiale. È seguita a debita distanza (2 milioni) da Stati Uniti, Turchia (1,3), Brasile (1,2) e Russia (1).

    26 Kg  di spaghetti consumati pro-capite dagli italiani, che si trovano anche in cima alla classifica dei maggiori consumatori al mondo. Dietro di loro, un po’ a sorpresa, Venezuela (12), Tunisia (11,7), Grecia (10,4) e Svizzera (9,7).

    35,7%  la quota di mercato nella produzione di pasta, in particolare spaghetti, detenuta dalla Comunità Europea, davanti ad America Centrale e Meridionale (21%), Stati Uniti (15,2%) e Africa (5,6%).

    26,69  secondi il record del mondo del tempo speso per mangiare un piatto di spaghetti. È stato ottenuto da Michelle Lesco a Phoenix (USA), il 18 Settembre 2017.

    3776  metri la lunghezza dello spaghetto più lungo del mondo. È stato ottenuto a Tokyo, dalla Lawson Inc., il 20 Ottobre 2010. Lo spaghetto è stato poi cotto e mangiato.

    1154  l’anno in cui si ebbero le prime notizie dell’esistenza dello spaghetto, così come lo conosciamo. A quel periodo risale, infatti, il “Libro di Ruggero”, stilato dal geografo di Ruggero II di Sicilia, tale Al-Idrisi. Nelle sue pagine, si racconta che a Trabia, un paese a una trentina di chilometri da Palermo, si confezionava una pasta di formato sottile e allungato, che veniva esportata in tutto il Mediterraneo.

    17°  secolo. Risale solo a questo periodo la ricetta degli spaghetti al pomodoro, forse la più famosa del mondo in tema di pasta. Prima di allora, infatti, gli spaghetti venivano conditi solo con olio, formaggio e pepe. La prima testimonianza di uno spaghetto “rosso” si ritrova in un presepe napoletano della Reggia di Caserta, di inizio ‘700.

    1957  Il 1° Aprile di quell’anno la BBC mise in onda un falso documentario che raccontava della raccolta primaverile degli spaghetti, in Svizzera. Visto che fino ad allora la pasta era quasi sconosciuta nel Regno Unito, migliaia di telespettatori chiamarono l’emittente per avere notizie sulla “pianta degli spaghetti”, non capendo che si trattava di un Pesce d’Aprile.

    25 centimetri  è la lunghezza del vero spaghetto, anche se ovviamente, nel corso del tempo e a seconda del produttore, si sono adottate anche altre misure. Molto più variabile, comunque, lo spessore, tanto che non esistono indicazioni precise a tal proposito. Oggi si tende a parlare, semplicemente, di cappellini, spaghettini, spaghetti e spaghetti grossi, indicando quattro tipologie che vanno dalla più sottile alla più spessa. La variante più caratteristica è lo spaghetto “alla chitarra”, caratterizzato da una sezione quadrata anziché circolare.

    300  i grammi di spaghetti che servono per preparare 3 porzioni degli storici spaghetti al pomodoro. In apparenza semplici, ma che richiedono una certa attenzione per essere cucinati al meglio. Poi servono 700 grammmi di pomodorini maturi, tre testine di aglio, 6 cucchiai di olio extravergine di oliva, basilico e sale. Tagliate a metà i pomodorini, togliendo semi e acqua, e aggiungeteli a una casseruola dove starete soffriggendo le testine d’aglio schiacciate e l’olio. Dopo cinque minuti, aggiungete qualche foglia di basilico, quindi lasciate cuocere per altri venti minuti, rimestando ogni tanto. Poi cuocete gli spaghetti. Come? Un litro di acqua e 7 grammi di sale ogni 100 grammi. I tempi variano in base a spaghetti e acqua, ma l’importante è che siano al dente, cioè ben cotti fuori e leggermente crudi al centro. A questo punto unite i pomodori (se preferite passateli in un passaverdure o un frullatore) e servite.

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