• Food Fashion

    Abbiamo pensato di osservare il mondo fashion attraverso una lettura food per un punto di vista originale e, perché no, insolito. Sebbene a una rapida occhiata il legame tra i due affascinanti mondi appaia lontano, abbiamo scoperto delle contaminazioni sorprendenti grazie a 4 brand stranieri che impiegano il cibo nelle loro creazioni… verrà voglia di mangiarle o di indossarle?

    Funghi chaga per Older Brother

    Tra i fan del brand americano Older Brother ci sono vip eco-conscious come Gisele Bündchen, che ha scelto di farsi intervistare dall’edizione statunitense di “Vogue” con indosso una T-shirt della collezione Hand Me Down in cotone organico dal Giappone tinto a mano. Un capo così semplice e al tempo stesso altrettanto significativo per sostenere la visione del marchio, che viaggia in controtendenza rispetto alla fast fashion, anch’essa responsabile di sprechi e di inquinamento del pianeta.

    Older Brother, proprio come un fratello maggiore, cerca di dare un’alternativa migliore impiegando per le proprie creazioni solo ed esclusivamente pigmenti edibili e materiali naturali come la curcuma o la carta di riso seguendo la stagionalità di Madre Natura. L’ultima collezione sfrutta il fungo chaga per una palette di colori legati alla terra, dal sabbia al marrone scuro.

    Infatti, è proprio questo particolare fungo, normalmente utilizzato per le sue proprietà salutari nella dieta proteica, a essere impiegato come colorante naturale.

    Abbigliamento commestibile per Leeann Huang

    Laureata lo scorso anno alla prestigiosa Central Saint Martins di Londra, la scuola di moda da dove sono usciti talenti come Stella McCartney o Riccardo Tisci, Leeann Huang si è fatta notare con un concetto fashion decisamente originale. «Volevo che i miei vestiti fossero surreali e confondessero le persone chiedendosi se fossero reali», ha detto la stilista a Fashionista. Le sue creazioni, infatti, non sono destinate a durare nel tempo, ma piuttosto a essere anche sfruttabili come cibo vero e proprio. Incredibile e innovativa la sua collezione p/e 2019: se per le maglie in gelatina e cioccolato ha creato stampi appositi, per i pantaloni brillanti ha incastonato arance e noci nella resina.

    Appassionata di cucina, la visione dell’artista asiatica si realizza in questa collezione di indumenti che possono essere mangiati lanciando così un messaggio di rottura contro il consumismo. Leeann Huang è entrata a far parte del team creativo di Maison Martin Margiela, da tenere d’occhio!

    Piatti persiani per VVORK VVORK VVORK

    Altra novità fashion che si incrocia con il food si trova nell’abbigliamento streetwear cucito a mano a Brooklyn dall’artista Zeynab Izadyar ispirato al packaging del cibo persiano, dal riso alle bustine di tè. L’idea di lavorare sul cibo è venuta a Izadyar dalle tecniche di cucina che ha imparato crescendo in Iran con sua madre, che decorava i piatti con tinte naturali come zafferano, barbabietole, cavolo rosso ed erba cipollina.

    Realizzati con una combinazione di materiali accuratamente selezionati, tessuti tinti a mano e ricami handmade, i capi di VVORK VVORK VVORK utilizzano un linguaggio poetico visivo creato dai diversi media attingendo da parole e suoni scritti in persiano, inglese e arabo. Uno stile ben definito che, ispirandosi alla cucina, mette in risalto le tradizioni del cibo iraniano e persiano per un mix & match importante dal significato politico di eguaglianza intrinseco.

    Gioielli effimeri per Keef Palas

    Keef Palas è un progetto anarchico nato spontaneamente nell’estate del 2016: così lo definiscono sul sito le due co-fondatrici Claire O’Keefe e Eugenia Oliva. Si tratta di gioielli effimeri, che durano solo un determinato lasso di tempo in perfetta armonia con le leggi della Natura e in contrapposizione alla fast fashion di consumo. Il brand esplora l’effimero attraverso dettagli particolari come peperoncini, aglio, noci, olive e così via, impiegati come protagonisti di bijoux quanto meno originali.

    Vivendo tra Mallorca e Barcellona, la scelta dei materiali è paragonabile a una sorta di dieta mediterranea: infatti, impiegano solo ed esclusivamente ciò che trovano a portata di mano, senza importazioni o contaminazioni. Come fosse un ristorante o un negozio di alimentari, ogni pezzo viene sigillato sotto vuoto e conservato in frigorifero fino alla spedizione al cliente. Dal bikini in uva bianca agli orecchini a cozza, il menu è a dir poco sorprendente!

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