• A tavola e sul web è sempre più black food mania

    Anno che arriva, moda che cambia. Non solo nel fashion, ma anche – e soprattutto – in cucina. Sì, perché se il 2018 è stato l’anno del glitter food, tra cibi e bevande coloratissimi, interamente cosparsi di brillanti, il 2019 lascia invece spazio a piatti acromatici: nemmeno il tempo di fotografarli che, con un tocco magico di forchetta, siamo passati dal latte di unicorno sparkling e dai mermaid bagels alla black food mania.

    Già conosciuta grazie al più classico nero di seppia, che scurisce e insaporisce di mare spaghetti e linguine, e al riso venere, sempre più amato dai foodies, oggi la cucina noir si è evoluta ed è in grado di colorare qualsiasi pietanza, persino i dolci – che naturalmente penseremmo tinti di morbide tonalità pastello o nuance vitaminiche. Le tavole scoprono così il loro lato più dark, conquistando al primo sguardo ancor prima che all’assaggio.

    Ma quali sono gli ingredienti più utilizzati? Insieme a sesamo nero, liquirizia e alghe, in pole position troviamo senza dubbio il carbone vegetale, una sostanza naturale che, miscelata alle diverse farine, dà vita a pizze, brioche, panini e torte, ma che viene frequentemente utilizzata anche per colorare formaggi, gelati e cocktail. Che ne direste di una bufala total black? O di un hamburger color petrolio?

    Ovviamente il trend del black food ha preso piede anche in Italia, un’eccellenza quando si parla di piaceri della tavola: secondo una ricerca condotta da Uber Eats, infatti, il cibo nero è sempre più apprezzato fra i buongustai e non è un caso che in città come Milano, Bruxelles, Amsterdam, Varsavia e Stoccolma gli ingredienti di colore nero siano sempre più richiesti.

    Del resto, si sa, il nero sta bene con tutto.

     

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