• Cocktail Delivery, si può? Cosimo Neri di Salotto Negroni ci racconta la propria esperienza

     

    In questi giorni di quarantena, l’unico spiraglio d’ossigeno ancora possibile per la ristorazione (in una situazione ovviamente drammatica) è il mondo della Delivery. Non è certo che questo modello di business si possa applicare con i medesimi risultati per ogni tipologia d’offerta, e men che meno che i risultati economici siano tali da giustificare lo sforzo, ma è pur vero che questo tipo di servizio alla cittadinanza è molto più utile e soprattutto confortante di quanto le cifre in quanto tali possano realmente dimostrare.

    Oltre alle referenze più comunemente ordinate (come ad esempio le pizze e gli hamburgher) ci sono alcuni  prodotti a cui forse non pensiamo ma che sono ordinabili a domicilio, e che possono aiutare a ricreare uno spiraglio di socialità: stiamo parlando dei Cocktail. Ma si può fare delivery di questi prodotti, e come si deve procedere? Ne abbiamo parlato con chi, in Toscana, lo sta applicando. Si tratta di Cosimo Neri, titolare di Salotto Negroni di Certaldo. Lo abbiamo sentito (ovviamente solo al telefono) per farci raccontare la sua esperienza, sperando che sia di ispirazione per altri:

    Cosimo, partiamo dalle cose più semplici. Come hai preso informazioni sul da farsi?

    Io mi sono informato tramite Confesercenti di Firenze, che mi ha fornito tutte le informazioni in merito. Ovviamente bisogna fare questo primo passaggio con le autorità competenti nel proprio territorio, per essere sicuri delle procedure da seguire, e non contravvenire a nessuna norma e decreto

    Che informazioni ti hanno dato?

    Per legge può consegnare il titolare oppure un suo dipendente autorizzato (ad esempio il galoppino delle pizzerie che fa le consegne), oppure ci si può affidare a servizi di Delivery organizzati ( i vari Just Eat, Glovoo, Deliveroo). Nel mio caso, stando in un piccolo paese faccio tutto da solo, per ridurre i rischi per persone terze e per limitare ulteriormente i contatti.

    Come hai strutturato la tua proposta?

    I cocktail devono essere in contenitori monouso. Io uso bottiglie farmaceutiche, ma va bene qualsiasi contenitore usa e getta in vetro o plastica che rispetti le caratteristiche richieste. Il ghiaccio viene consegnato a parte in un sacchetto. Per quanto mi riguarda ho strutturato una piccola cocktail list ad hoc, e ricevo gli ordini via WhatsApp. Le ordinazioni possono essere fatte in qualsiasi momento della giornata, mentre le consegne le faccio dalle 19:15 alle 21:00.

    Come gestisci i pagamenti?

    Accetto solo pagamenti tramite carta o bancomat, per limitare ulteriormente i momenti di contatto e gli scambi di denaro.

    Come sta procedendo?

    Domenica ho consegnato più di 60 Cocktail. Il sacrificio è tanto, e sicuramente non ci si diventa ricchi, ma si manda un messaggio di vicinanza e si può aiutare le persone a interrompere per un po’ la monotonia della quarantena. Penso che ne valga la pena più dal punto di vista umano che economico

     

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