• Come scelgono il ristorante gli italiani?

    Come di consueto la FIPE rende noto il rapporto annuale sull’andamento della ristorazione nel nostro Paese. Tra le tante informazioni utili le preferenze dei consumatori e il lato buio dell’Italian sounding

    E’ sempre di grande utilità per chi opera nel settore della ristorazione il rapporto della FIPE (la Federazione Italiana Pubblici Esercenti) annunciato la settimana scorsa a Roma, che tra i tanti aspetti indaga – con analisi vere, numeriche – le abitudini di consumo degli italiani.
    Uno dei contenuti che più ci interessa è la risposta al quanto mangiano fuori gli italiani e al quali sono le attuali preferenze in termini di locali, cibi, stili alimentari.

    Gli italiani amano mangiare fuori, e anzi, investono sempre di più per soddisfare questa voglia. Pensate che nell’ultimo decennio la spesa per mangiare fuori casa è aumentata di 4,9 miliardi. Nel 2019 l’oscillazione a rialzo si è attestata sull’0,7%, per un totale di 86 milioni di euro di spesa.

    E in cosa sono orientati i consumatori?
    I termini più ricorrenti sono territorialità, sostenibilità, convenienza e anche tradizione.

    Al ristorante, prima di tutto, gli italiani cercano soprattutto i prodotti del territorio, legati alle tradizioni: 7 consumatori su 10 prestano attenzione alla provenienza delle materie prime e il 54% di loro vuole conoscere le origini dei piatti. Oltre il 58%, invece, si informano sui valori nutrizionali dei piatti.

    Il 62,5% degli intervistati cena fuori almeno una volta al mese: la pizza va per la maggiore, ma in un caso su tre la spesa media è di poco inferiore ai 30 euro a persona.

    Checché se ne dica 7 consumatori su 10 prestano poi realmente attenzione alle politiche green dei ristoranti. Tanto che il 37,7% verifica se è disponibile la doggy bag contro gli sprechi di cibo e il 36,7% chiede prodotti provenienti da allevamenti sostenibili.

    L’importanza del settore ristorazione per l’Italia
    Un dato che vogliamo trasmettervi, che avvalora il vostro e nostro lavoro, riguarda l’importanza del comparto della ristorazione per l’andamento del Paese.

    Oggi il nostro settore traina la filiera agroalimentare, acquistando prodotti alimentari per un totale di 20 miliardi di euro, e creando un valore aggiunto superiore ai 46 miliardi, il 34% del valore complessivo dell’intera filiera. Anche in termini di occupazione incide notevolemtne: nella ristorazione lavorano 1,2 milioni di addetti di cui il 52% donne e in maggioranza giovani. In 10 anni la crescita è stata del 20% (anche se il dato rispetto al 2018 è stabile).

    L’italian sounding

    Qualche giorno fa vi abbiamo parlato (in quest’articolo: Certificato è meglio) del valore delle certificazioni. Continuiamo su questa campagna di sensibilizzazione perché il fenomeno del plagio e della contraffazione dell’italianità è davvero significativo.

    Non riguarda più solo i prodotti della filiera agroalimentare, ma anche insegne e marchi registrati di ristoranti e pasticcerie, imitati all’estero. Il marchio “ospitalità italiana” è nato per contrastare il fenomeno, così come tanti altri marchi, molti legati alle produzioni e attività della nostra Regione. Noi e voi, scegliendo, possiamo fare qualcosa!

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