• Crescono i piatti pronti: etnici, vegetariani e surgelati guidano il trend

    Sushi e noodles, bastoncini di pesce e platessa alla mugnaia, medaglioni prosciutto cotto e burger vegetali: sono i goleador della partita che si sta giocando sul terreno dei piatti pronti in Italia. Un campionato da record, che vale 1,5 miliardi di euro e che, secondo Iri, nell’anno finito a febbraio 2021, a totale Italia ha messo a segno una crescita del 3,6% a volume e del 7,2% a valore. La pandemia non ha fermato l’espansione del mercato, ma ne ha cambiato la velocità e la direzione.

    «I piatti pronti freschi, che prima crescevano a due cifre, si sono fermati al +7% – spiega Irene Adami, senior account manager di Iri –. Invece sono andati meglio i surgelati (+9%) e i lunga durata (+2,3%)». L’area dei primi piatti freschi è stata quella più penalizzata (zuppe e insalate di riso) ha perso in un anno oltre 9 milioni di euro di vendite (pari al -3,8 per cento).

    Se i piatti all’italiana soffrono, invece quelli etnici sono in perfetta salute: le vendite di quelli “ambient” sono cresciute del 18% raggiungendo i 30 milioni di euro. E il market leader, Saikebon, è andato anche meglio. «Abbiamo chiuso il 2020 con una crescita del 22%, arrivando a 19 milioni di euro– afferma Marta Casiraghi, marketing manager di Star –. E nei primi quattro mesi di quest’anno siamo a un +35%».

    Dietro questi numeri ci sono il ritorno in comunicazione del brand, dopo cinque anni di assenza, ma anche la capacità dei noodles cucinati e disidratati di soddisfare la curiosità e la passione per la cucina orientale, e di farlo in modo facile, veloce ed economico.

    Che la cucina asiatica abbia conquistato un posto a tavola nelle case italiane lo conferma anche il successo del sushi, per cui gli italiani hanno aumentato del 28% la spesa in Gdo nell’ultimo anno, superando i 150 milioni di euro.

    La chiusura dei sushi restaurant ha spinto gli appassionati del pesce crudo giapponese a rifornirsi in supermercati e ipermercati e a beneficiarne sono state soprattutto le private label (prime per crescita nel 2020). Ma anche i sushi corner sono in forte crescita e la competizione è sempre più stringente.

    Leader è Sushi Daily, che oggi gestisce 185 chioschi (con cucina a vista) e una quarantina di vetrine (dove il sushi viene consegnato una volta al giorno), e che entro giugno è pronto ad aprire altri 15 chioschi e 30 vetrine in altrettanti punti vendita della Gdo. Ma nuovi competitor (come Wakame Italia e Più che Sushi) stanno crescendo.

    L’altro fenomeno nell’area dei piatti pronti è la ripartenza dei piatti pronti freschi vegetariani (+15%), che hanno raggiunto gli 86 milioni di euro, dopo un biennio di forte rallentamento. Merito delle nuove proposte, focalizzate su un’esperienza di gusto e piacere, e del lancio della linea Green Cuisine Findus, che continua a crescere di oltre il 30% anche in questi mesi.
    «Nel 2021 vogliamo più che raddoppiare il fatturato», spiega la marketing manager vegetables & meals,
    Gloria Lombardi.

    di Manuela Soressi su www.ilsole24ore.com

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