• Il Cibo nell’Arte: dal Medioevo a Leonardo

    Nel Medioevo i cibi assumono assumono significati allegorici, non tanto legati al sostentamento e alla nutrizione, quanto al fattore culturale, rendendo espliciti i rapporti e la differenza tra le classi sociali, identificando regioni geografiche, il susseguirsi delle stagioni e persino le fasi della vita.

    In particolare le scene di banchetti diventano simbolo di convivialità e socializzazione, nei quali le sontuose portate si contrappongono alla vita spirituale e forniscono un ottimo pretesto per lanciarsi in raffinati virtuosismi stilistici in un trionfo di frutta e verdura, vassoi traboccanti di pesci e cacciagione, stoviglie, alzate, trasparenze di vetri e cristalli, trine e pizzi finissimi, sfarzose sale da pranzo o spoglie cucine descritte nei minimi particolari.

    Ricamo di Bayeus, scena di banchetto, XI sec.

    Les Très rich heurs del Dica di Berry, miniatura con scena id banchetto, 1413-1416

    Jean Fouquet, miniatura con Banchetto in onore di Carlo IV, 1455-1460

    Dieric Bouts , Cristo in casa di Simone il Fariseo, 1446-1454, Berlino, Gemäldegalerie

    Un banchetto raccontato dai Vangeli.

    Vediamo Maddalena ai piedi del Cristo, un Fariseo armato di coltello pronto a difenderlo. Il contesto è contemporaneo, l’architettura nobiliare classica del ‘400. Sul tavolo di legno, sorretto da cavalletti, sono disposte due portate a base di pesce, del pane bianco, dei bicchieri e dei coltelli. All’epoca non si usavano piatti ma si condividevano i taglieri, e i coltelli non erano posate ma le armi personali di difesa.

    Hieronymus Bosch Le nozze di Cana, 1475-1490,  Rotterdam, Museum Boijmans Van Beuningen

    Il banchetto è nel clou della festa, si sta per assistere al miracolo della trasformazione dell’acqua in vino.

    Cristo ha la mano alzata nell’atto di benedire, Maria è vestita in un abito scuro con il velo bianco di fianco alla sposa.

    Le portate stanno arrivando su vassoi sorretti dai servitori. Sono un cigno bianco, simbolo di purezza, e un cinghiale, simbolo del vizio. Sul tavolo sono presenti coltelli, pani, taglieri di legno. I commensali sono vestiti in abiti contemporanei rinascimentali.

    Filippo Lippi, Il banchetto di Erode, 1452-1465, Prato, Cappella Maggiore del Duomo

    Salomè, figlia di Erodiade, è ritratta tre volte: a sinistra mentre riceve la testa di San Giovanni Battista; al centro, mentre balla la danza dei sette veli; a destra, inginocchiata, mentre porge la testa alla madre. La regina Erodiade ha di fronte a sé un’alzata di frutta, un piatto e un coltello per consumare una mela che tiene con la mano sinistra. La mela è riconducibile al peccato originale, e con questo l’autore dà un giudizio di colpevolezza alla regina.

    Leonardo da Vinci, Ultima Cena, 1497, Milano, Refettorio di Santa Maria delle Grazie

    La lunga tavolata è coperta da una tovaglia di lino di Fiandra in cui sono visibili le piegature della stiratura a pressa. Ogni apostolo ha un bicchiere, un piatto e un coltello. Sui piatti di peltro ci sono pesci e fette di arancia. Giuda versa accidentalmente il sale col gomito; per la tradizione popolare, questo è simbolo di malaugurio, ma dal punto di vista religioso, ciò ha un altro significato: nel Sermone della Montagna, Gesù chiama i suoi discepoli “sale della terra” per la loro missione di suoi messaggeri, missione a cui Giuda non avrebbe adempiuto.

     

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