• Il “made in Italy” nel carrello della spesa è del 25,1% e sale del 3,5%

    Secondo lo studio condotto dall’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy un prodotto alimentare su quattro evidenza la sua italianità in etichetta.

    Garantito da un’indicazione geografica, presentato come “made in Italy”, fatto con ingredienti nazionali o segnalato come tipico di una regione. Trentino, Toscana e Sicilia le regioni più valorizzate in etichetta

    Ben 17.053 dei 67.855 prodotti alimentari monitorati (il 25,1% dell’assortimento alimentare proposto da supermercati e ipermercati) evidenziano sulle confezioni la loro matrice nazionale ricorrendo a elementi come il tricolore, la dicitura “made in Italy” o “100% ingredienti italiani”, oppure evidenziando una delle indicazioni geografiche europee (Dop, Igp, Doc e Docg). Tra giugno 2017 e giugno 2018 le vendite dei prodotti connotati come italiani sono cresciute del 3,5%, arrivando a superare i 6,4 miliardi di euro.

    L’elemento più utilizzato per connotare un prodotto come italiano resta la bandiera tricolore. Presente sul 14,3% dei prodotti e rappresenta il 13,9% del fatturato totale, e che, nel giro di un anno, ha più che raddoppiato il tasso di crescita (+3,0% contro il +1,2% dell’anno mobile precedente). Performance molto positiva anche per il secondo segmento ovvero dei prodotti etichettati con il claim “100% italiano”, che registrano un balzo in avanti dell’8,6% grazie soprattutto a gelati, formaggi freschi (crescenza e mozzarella), merendine e carni confezionate.

    Positivi anche gli indici di crescita dei prodotti alimentari a denominazione: complessivamente rappresentano il 5,1% dell’offerta monitorata dall’Osservatorio Immagino e le loro vendite sono cresciute a tassi annui compresi tra il +5,2% (Dop) e il +7,2% (Doc). A trainare le vendite sono stati soprattutto i vini, gli spumanti charmat secchi e le “bollicine” metodo classico.

    L’unico dato negativo è quello relativo all’indicazione “prodotto in Italia”, che campeggia sul 10,8% dei prodotti e che ha registrato una flessione del 3,1%.

    Dati interessanti emergono altresì dall’analisi della presenza delle regioni italiane sulle etichette: nella classifica delle regioni più valorizzate sulle confezioni, il Trentino-Alto Adige resta saldo al primo posto (con un giro d’affari di oltre 327 milioni di euro, + 5,8% annuo), seguito dalla Toscana (217 milioni di euro, in crescita del 9,4%) e dalla Sicilia (246 milioni di euro, +4,4%).

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