• La spesa per i cibi etnici è cresciuta del 3%. Ecco i più amati in Italia

    Niente coast-to-coast oltreoceano, né caccia alla tintarella perfetta su una spiaggia caraibica o avventurosi itinerari “zaino in spalla” alla scoperta del Sud-est asiatico. Complice la pandemia, per molti l’estate 2020 sarà all’insegna del turismo di prossimità. Sia che si opti per una vacanza entro i confini regionali o nazionali che per una vera e propria staycation, a tavola ci si può però imbarcare in un giro del mondo alternativo, assaporando ingredienti e piatti esotici capaci di trasportare, morso dopo morso, mente e papille in terre lontane.

    Gli italiani apprezzano molto la possibilità di viaggiare con il gusto, come conferma il marketplace della spesa online Everli: dall’analisi degli ordini effettuati nell’ultimo anno emerge che la spesa per l’acquisto di cibi etnici in Italia è cresciuta di oltre il 3% su base annua.

    Dall’America all’Asia, passando per il Mediterraneo

    Gli itinerari culinari più battuti dagli italiani si trovano nel continente americano – in particolare in Centro e Sud-America, ma con una puntata negli Stati Uniti – nel Mediterraneo, in India e Asia orientale.

    Al primo posto tra i cibi etnici più acquistati in Italia spicca infatti l’avocado, la cui produzione si concentra principalmente in America Latina: da salse come il guacamole a insalate golose o toast sfiziosi, questo frutto versatile e trendy non può mancare nel carrello della spesa del Bel Paese.

    Per i viaggi gastronomici senza valigia, gettonatissima anche la Grecia, che occupa ben due gradini nella classifica dei cibi etnici più popolari dello Stivale: la celeberrima feta svetta in seconda posizione, mentre l’estivissima insalata greca con, ça va sans dire, feta, olive e pomodorini, si aggiudica il sesto posto.

    Grande protagonista delle vacanze a misura di cucina degli italiani anche il Messico, che conquista l’ultimo gradino del podio con le tortilla chips. Questi croccanti snack sono apprezzati davvero in tutte le salse: se i più acquistati sono quelli salati, molto popolari sono anche i nachos al formaggio, quelli aromatizzati al chili e quelli senza glutine al mais bianco, oltre alla versione “naturale”.

    La voglia di gustare le specialità del Paese centroamericano si rispecchia anche in altre posizioni del ranking (8 e 9), dove spiccano le salse e i fagioli messicani al chili. Come per le tortilla chips, anche quando si tratta di condimenti “hechos en México” gli italiani sperimentano ben volentieri: la più gettonata è la salsa messicana “suave” con pezzetti di verdure, perfetta per fajitas, nachos e grigliate; seguono quella moderatamente piccante al pomodoro, con aglio e jalapeno e la sua versione “hot”, per palati che non temono uno spuntino de fuego. Infine, non mancano nei carrelli virtuali anche i vasetti della golosissima salsa de queso, quindi a base di formaggio.

    Anche la quarta posizione della classifica dei prodotti etnici più acquistati su Everli – occupata dal mais, il cui maggior produttore sono gli Stati Uniti – evoca viaggi oltreoceano, mentre il latte di noce di cocco – che chiude la top 5 – appaga, almeno dal punto di vista gustativo, la voglia di mare degli italiani, trasportandoli sin dal primo sorso su assolate spiagge tropicali.

    Il giro del mondo gastronomico degli utenti dello Stivale passa anche dall’Asia, facendo tappa in India – che mette sul piatto il versatile curry, al settimo posto – e chiudendosi nella zona più orientale del continente. È infatti la salsa di soia, ingrediente must di innumerevoli preparazioni cinesi, coreane e giapponesi, ad agguantare la decima posizione, battendo anche l’altrettanto celebre salsa agrodolce, rimasta per un soffio fuori dalla top 10.

    I prodotti etnici più acquistati in Italia
    1. Avocado 6. Insalata greca
    2. Feta 7. Curry
    3. Tortilla chips 8. Salse messicane
    4. Mais 9. Fagioli messicani al chili
    5. Latte di noce di cocco 10. Salsa di soia

    Pavia e Bologna, le capitali della cucina etnica in Italia

    L’amore per il cibo che evoca luoghi lontani attraversa tutta la Penisola, ma sono Lombardia ed Emilia-Romagna a trainare gli acquisti: sono ben tre, infatti, le città di ciascuna regione nella top 10 delle province che nell’ultimo anno hanno registrato i volumi più consistenti in termini di prodotti etnici, rispetto alla spesa totale. In testa alla classifica, infatti, Pavia – dove è la frutta esotica a fare da padrona – accompagnata da Milano al quarto posto e Como all’ottavo, mentre il fronte emiliano è rappresentato da Bologna (sul secondo gradino del podio), Parma (settima posizione) e Modena (nono posto).

    A spartirsi le restanti posizioni in classifica il Veneto con Vicenza e Treviso (quinto e decimo posto), la Toscana – con Firenze che chiude la top 3 – e il Friuli Venezia-Giulia con Pordenone (sesto posto), dove Everli ha registrato un picco di acquisti di salsa dip all’avocado.

    La spesa etnica: la top 10 delle province italiane
    1. Pavia 6. Pordenone
    2. Bologna 7. Parma
    3. Firenze 8. Como
    4. Milano 9. Modena
    5. Vicenza 10. Treviso

    I 10 cibi etnici assolutamente da evitare ( sono nella black list della Coldiretti)

    In base all’ultimo rapporto del Ministero della Salute, si sono registrate in alcuni alimenti provenienti dall’estero, alcune sostanze dannose per l’organismo che dovrebbero essere evitate. Tra queste, ad esempio, micotossine, residui chimici, diossina, contaminanti microbiologici, metalli pesanti, additivi e coloranti.

    1. Le nocciole della Turchia contengono aflatossine cancerogene;
    2. Le arachidi provenienti dalla Cina, per la presenza di sostanze chimiche in eccesso;
    3. Il peperoncino e altre spezie di origine indiana per via di contaminazioni microbiologiche;
    4. Il pesce proveniente dalla Spagna, a causa dell’alto contenuto d metalli pesanti, registrato soprattutto nel pesce spada e nel tonno;
    5. Verdura e frutta della Turchia, come nel caso dei peperoni (pesticidi) e fichi secchi (aflatossine);
    6. Scattato, invece, l‘allarme salmonella nella frutta secca proveniente dall’India, riferito in particolar modo ai semi di sesamo;
    7. Pericolo aflatossine anche nei pistacchi dell’Iran;
    8. Attenzione anche a olive e fragole egiziane per il loro alto contenuto di pesticidi;
    9. Aflatossine cancerogene sono state individuate anche nei pistacchi provenienti dagli Stati Uniti d’America;
    10. Chiude la lista, il pesce che viene dal Vietnam, a causa della percentuale eccessiva di metalli pesanti.

    Purtroppo le brutte notizie per gli amanti della cucina etnica non finiscono qui. Il rapporto del Ministero della Salute, infatti, ha rilevato anche un’alta percentuale di contaminazioni microbiologiche in pollame e formaggi francesi provenienti dalla Polonia, casi di verdura e frutta di origine cinese (come broccoli e funghi) contaminati da pesticidi, così come alcune erbe e spezie (come peperoncino e paprika), arrivati sempre dalla Cina.

    Quindi, per evitare possibili spiacevoli conseguenze sulla salute, è sempre bene leggere le etichette dei prodotti che compriamo e, se queste non dovessero essere presenti, tenerci semplicemente alla larga dagli alimenti segnalati.

     

     

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