• Psicologia dei colori nel cibo

    Prima di essere una sostanza, il colore è un concetto. Il colore è un’idea che si forma nel nostro immaginario e ha la funzione specifica di connotare e di conseguenza suscitare una reazione specifica. Il colore ha un enorme potere evocativo inconscio e le associazioni sono diverse a secondo del prisma che scegliamo: il genere uomo o donna, la religione, il gruppo sociale, il periodo storico.

    Scegliere il colore giusto significa stabilire un rapporto diretto con quell’inconscio. In ambiente di marketing chi trova la giusta combinazione cromatica riesce ad attirare l’attenzione del potenziale cliente. Infatti, si tratta proprio di questo: attirare l’attenzione. In un marasma cromatico, informativo e stimolativo, il colore funge da catalizzatore dell’attenzione.

    Il colore serve a trasmettere inconsciamente un significato e a persuadere il cliente della bontà del prodotto. L’obiettivo è ottenere una reazione. Andando dritto al nocciolo della questione, la psicologia dei colori studia la reazione dei colori nell’occhio umano. Dal punto di vista fisiologico, nel momento in cui l’occhio percepisce un colore, manda un segnale alla regione cerebrale denominata ipotalamo, l’area del cervello deputata alle funzioni endocrine.

    Il segnale arriva nell’arco di pochissimi secondi e agisce nei pochi attimi successivi; pertanto, è fondamentale catturare l’attenzione velocemente andando incontro alle aspettative inconsce dell’utente. I fratelli Fehrman, due scienziati, hanno teorizzato, nel loro libro Color: The Secret Influence, l’influenza del colore nel marketing e nella vendita di prodotti e servizi. Gli scienziati hanno coniato il termine Weasel Colors (colori ambigui), per indicare quei colori che in maniera subliminale riescono a influenzare le nostre scelte:

    – Rosso, Giallo, Marrone, Arancione esercitano un effetto sul sistema nervoso stimolando l’appetito. Il giallo e l’arancio aumentano la produzione di succhi gastrici e sono particolarmente attraenti, soprattutto per i golosi (non a caso sono di questi colori i cibi maggiormente ricchi di calorie, come la pasta e il tuorlo dell’uovo), il colore dorato regala all’alimento un aspetto appetitoso, mentre il rosso (che è il colore più attraente per i bambini) mette in circolo la Noradrenalina, il che ha un effetto dimagrante ma rischia anche di farci mangiare troppo rapidamente;

    – Rosso/Giallo vs. Verde/Blu stimolano la sete unendo le sensazioni di secco e liquido (es. logo Fanta);

    – Viola, Oro, Rosso Vinaccia esprimono prestigio e raffinatezza;

    – Viola verdastro evoca la putrefazione e provoca disgusto.

    Oltre alla vista, riusciamo a stimolare sensi che nel mondo visual restano esclusi? I fratelli Fehrman assicurano che si può:

    – colori che stimolano l’olfatto, Arancione → ricorda sensazioni speziate Verde → profumi di erbe, di spezie Viola → profumi delicati, gradevoli Giallo → sensazioni agrumate;

    – colori che stimolano il gusto, Giallo/Verde → gusto acido Arancione/Giallo → sensazioni dolci Rosa → sapore delicato, dolce; Blu Scuro, Violaceo, Verdone → gusto amaro Grigio/Verde o Grigio/Blu → salato.

    Insomma il colore può influire sulle scelte del cliente, influenzandone non solo le preferenze ma addirittura l’appetito.

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