• Tartufo bianco e bollicine : coppia vincente per il 2020

    Esperti del settore si sono confrontati su quella che sarà la stagione di un prodotto di spicco del made in Italy che, con il supporto del ministero delle Politiche agricole, ha stretto un accordo con il mondo del vino. L’idea dell’Accademia italiana del tartufo è quella di creare un percorso di promozione che possa trascinare il mercato di entrambi i settori.

    Per il tartufo bianco si è aperta una stagione che promette una buona qua-lità con alcuni picchi di eccellenza, grazie alla fine dell’anomala ondata di calore e l’arrivo delle piogge negli ultimi giorni di settembre.

    Per contesto climatico le regioni più rilevanti restano Piemonte, Toscana, Marche e Umbria, sedi anche delle fiere più importanti. Ma la stagione riserverà grandi sorprese anche grazie ad un rinnovato rapporto tra il mondo del tartufo e la ristorazione internazionale, con la discesa in campo di una rete di competenze e di alfieri del Made in Italy.

    Ne sono convinti i massimi esperti del settore, che si sono incontrati a Roma all’Auditorium Giuseppe Avolio, nella sede della Cia-Agricoltori Italiani, ospiti del presidente Dino Scanavino, in occasione dell’Anteprima Mondiale della Previsione della Stagione del Tartufo Bianco, organizzata dall’Accademia Italiana del Tartufo e dall’Associazione Italiana Sommelier con la collaborazione istituzionale di Sviluppo Marche e la media partnership di “Italia a Tavola”.

    Obiettivo dell’evento è creare un incisivo modello di valorizzazione dei pro-dotti di “Madre Terra Italia”, capace di parlare direttamente agli stakeholders: «Vogliamo offrire una guida a tutta la ristorazione mondiale. Vogliamo garantire a tutti gli chef italiani e internazionali che il tartufo italiano è vero, puro e sincero, un miracolo della natura, un lusso democratico, un cibo afrodisiaco e, quindi, la preziosità italiana più desiderata dal genere umano», ha affermato nel suo discorso introduttivo Giuseppe Cristini, presidente dell’Accademia Italiana del Tartufo.

    Al suo fianco Antonello Maietta, presidente dell’Associazione  Italiana Sommelier: «Ci sono molte sintonie tra tartufo e vino, entrambi espressione non solo della storia e della tradizione ma anche dello sviluppo e del futuro del nostro territorio, nel nome della rispetto dell’ambiente e della biodiversità.

    Nasce da questa affinità e da questa naturale vicinanza una collaborazione con l’Accademia del tartufo di cui siamo orgogliosi e che si traduce in azioni concrete per diffondere in primis nel mondo della ristorazione, attraverso la presenza di sommelier qualificati, la conoscenza di un abbinamento che, oltre avere un valore culturale, può essere motore economico anche e soprattutto in un momento difficile per l’emergenza sanitaria ancora in corso».

     

     

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