• Tortellini o cappelletti, le differenze

    A colpo d’occhio, tortellini e cappelletti sembrano molto simili. Ma al palato non si mente! Scopriamo quali sono le grandi differenze fra queste due tipologie di pasta ripiena

    Quella tra tortellini e cappelletti è una sfida che si gioca all’interno di una sola regione, l’Emilia Romagna, e decretare un vincitore è un’impresa davvero ardua: sono deliziosi tanto gli uni quanto gli altri. Sono due tipologie di pasta ripiena, si mangiano in brodo e si ottengono da una sfoglia di pasta all’uovo. E qui finiscono le cose in comune, perché anche se sembrano uguali in realtà non lo sono.

    Partiamo dal fatto che i cappelletti sono un piatto romagnolo mentre i tortellini sono d’origine emiliana.

    I cappelletti sono un tipo di pasta ripiena che si ottiene tagliando la sfoglia di pasta d’uovo in cerchi o quadrati, dove poi nel centro verrà riposto il ripieno, in dialetto chiamato ” e’ batù”. Si chiudono poi piegando prima in due, a triangolo, e unendo poi le estremità attorno a un dito di una mano. Lo stesso vale per i tortellini, la differenza sta principalmente nelle dimensioni e nel ripieno.

    I tortellini sono generalmente più piccoli dei loro cugini romagnoli, vengono chiusi intorno a mignoli esperti, e si dice che sono ispirati all’ombelico di Venere. Il ripieno varia a seconda delle zone, la ricetta originale prevedeva per i tortellini un ripieno di carne: prosciutto, mortadella, lombo di maiale accompagnato da parmigiano e uova. Per i cappelletti invece si ha per tradizione un ripieno di formaggio e petto di cappone.

    Nel ripieno è la prima differenza

    La prima differenza si scopre mangiandoli, perché sta nel ripieno. Per preparare il ripieno del tortellino si deve seguire una ricetta codificata che è stata depositata, il 7 dicembre 1974, presso la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bologna dalla Confraternita del Tortellino e l’Accademia italiana della cucina. Gli ingredienti che servono per la farcia sono il lombo di maiale, la mortadella di Bologna, il prosciutto crudo, il parmigiano Reggiano, le uova e la noce moscata. Il ripieno dei cappelletti, che nei vari dialetti assume nomi diversi, batù o pin d’é caplèt, si prepara invece con un frullato di carni bovine o suine, le uova e verdure varia.

    L’origine

    Il tortellino è un piatto tipico di Castelfranco Emilia, un paese situato a metà strada tra Bologna e Modena. A contendersi l’origine del cappelletto è invece tutta la Romagna, e non solo. Anche nelle Marche i cappelletti sono uno dei piatti tipici e non possono mancare durante il pranzo di Natale.

    Ombelichi e cappelli

    A ben guardarli anche nella forma, tortellini e cappelletti hanno delle differenze. I tortellini sono più piccoli e la loro forma sarebbe legata a una leggenda. La storia, che trae spunto dalla Secchia Rapita del Tassoni, narra che dopo una giornata di battaglia tra romagnoli e modenesi, Bacco, Marte e Venere trovano riparo nella Locanda Corona. Il mattino seguente, Bacco e Marte lasciarono la locanda mentre Venere ancora dormiva. Al suo risveglio Venere chiamò qualcuno e accorse un oste che, vedendola nuda, rimase impressionato dalla bellezza del suo ombelico, tanto da correre in cucina per riproporne la forma con della pasta.

    Il cappelletto, al contrario, non ha origini leggendarie e la sua forma, come il nome lascia intendere, ricorda quella dei cappelli indossati durante il Medioevo. Una sottile differenza, e non è solo un gioco di parole, sta anche nella sfoglia: quella dei tortellini è più sottile, viene tagliata in riquadri più piccoli e contiene meno ripieno.

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